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Il bello della diretta: podcast puntata #24 – intervista a Paolo Benvegnù

Come da titolo, la frase è una delle più usate durante qualunque trasmissione in diretta (radio o tv che sia), perché la prima differenza che c’è tra un programma in diretta e uno registrato è l’adrenalina.
Per tutta una serie di motivazioni fisiche e chimiche, questa benedetta adrenalina ha la capacità di farti arrampicare anche sui muri quando la produce il tuo organismo, e nelle trasmissioni a carattere mediatico raggiunge livelli molto alti; è la stessa che ti dà il ritmo, l’energia, la carica, la vitalità ma che riesce anche a bloccarti se non sai gestirla al meglio: insomma, è una complicata compagna di viaggio. Per fare un esempio, finita la mia classica puntata del lunedì, prima di prendere sonno si fanno almeno le due di notte. Questo perché ho ancora l’adrenalina in circolo e quindi faccio fatica ad addormentarmi.

Sono tanti i fattori che determinano l’aumento di adrenalina durante la conduzione di un programma televisivo o radiofonico. Il primo in assoluto è la possibilità che si verifichi un imprevisto e la gestione, non solo di esso, ma anche del tempo che può passare inesorabile, dilatarsi a più non posso (perché vi assicuro che quando ci sono gli imprevisti si ferma davvero, non è un’impressione. Ho visto tutti gli orologi andare in apnea in alcuni casi), farti sudare freddo. E in questi casi cosa fai? Hai due possibilità: entrare nel panico più assoluto, balbettare, alzare il tono della voce così tanto da mandare in picco qualunque compressore esistente, dire cose senza senso (sempre balbettando); la seconda, invece, è quella che ti viene naturale da fare quando hai un po’ di esperienza alla spalle: maledire qualunque cosa nel fuori onda, scherzarci su e prenderla a ridere quando sei in onda.
Me ne sono successe di cose assurde in questi dieci anni di radio, eh, ma ogni volta è sempre diversa e, come dicevo poco fa, la gestione dell’imprevisto diventa sempre più “routine”, tanto che di molti imprevisti lo spettatore neanche se ne rende conto e solo quando sono veramente palesi e inevitabili (vedi il caso Bugo – Morgan a Sanremo e la gestione diversa dei due conduttori, Amaedues e Fiorello), lo diventano anche agli occhi di chi guarda o ascolta.

Come molti sanno, la stagione di quest’anno di To Tape è caratterizzata dalla presenza di quattro rubriche, tre delle quali sono posizionate nella prima mezz’ora di ogni puntata e curate da tre diverse persone raggiunte da me al telefono ogni volta. Cosa succede nello specifico? Lancio il brano, mi metto in collegamento con loro a microfoni spenti, poi li metto in collegamento con tutti gli ascoltatori, e così via: brano, collegamento, diretta. Ormai la situazione è talmente rodata che, diversamente dalle prime volte, non scrivo più ad ognuno una mezz’ora prima indicando l’orario preciso in cui li chiamerò, la prassi ha fatto il suo dovere e, minuto più minuto meno, la mia telefonata arriva sempre in quell’orario.

Ecco, è proprio quando ormai sei certo che tutto andrà avanti per un moto perpetuo da te stesso innescato che quest’ultimo si inceppa e ti dà la possibilità di usare la fatidica frase “il bello della diretta”. Beh, per farla breve, lunedì scorso Armando – che tiene la terza rubrica nella prima mezz’ora – non ha risposto al telefono, non lo ha mai fatto fino al mattino dopo, e io mi sono trovato senza l’intervento per la sua rubrica, con un brano lanciato a caso e a coprire quel momento “vuoto” con Francesco (VIVA!), che era ancora in radio e che si è lanciato sull’altro microfono per dire due cose improvvisate insieme a me.
Riascoltando il podcast ho capito di aver seguito la seconda via nella gestione dell’imprevisto: maledizione di qualunque essere vivente del creato nel fuori onda e ironia sull’accaduto durante la diretta.
Alla fine è andato tutto bene e forse dovrei pure ringraziare Armando per avermi dato la possibilità di allenarmi ancora una volta nella gestione di un imprevisto durante una diretta radiofonica.
Ma non lo farò.

Podcast puntata #24 con l’intervista a Paolo Benvegnù per l’uscita del suo ultimo disco “Dell’odio dell’innocenza” e del suo tour partito oggi, le novità discografiche e grandi scoperte tra italiani e stranieri, le immancabili rubriche e molto altro!
Buon ascolto!

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